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Tasso di conversione

Il tasso di conversione (conversion rate) è la percentuale di persone che, dopo aver visitato una pagina o cliccato un annuncio, compiono l’azione che conta per l’azienda: inviare un modulo, chiamare, prenotare, acquistare.

tasso di conversione = conversioni / visite (o clic) × 100

Nel marketing non va confuso con il tasso di cambio tra valute, che in italiano usa spesso la stessa parola.

Qual è un buon tasso di conversione

Non esiste un valore valido per tutti: cambia con il settore, con il prezzo e con quello che si chiede. Un modulo per un preventivo converte molto meno di un’iscrizione gratuita, e un e-commerce di abbigliamento non si confronta con un servizio da migliaia di euro. Il riferimento utile è il proprio storico: lo stesso tasso, sulla stessa pagina, mese dopo mese.

Cosa conta come conversione

Il numero vale quanto la definizione che c’è dietro. Se tra le conversioni finiscono anche le visite a una pagina o i clic su un pulsante, il tasso sale ma i contatti restano gli stessi. Per questo le conversioni vanno scelte e verificate prima di leggere qualsiasi percentuale: nella vendita considerata la conversione utile è quasi sempre il contatto qualificato, non il semplice clic.

Conversione e chiusura

Il tasso di conversione misura il passaggio da visitatore a contatto. Il tasso di chiusura misura il passaggio successivo, da contatto a cliente, e dipende da chi gestisce le richieste. Moltiplicati tra loro dicono quanti clienti produce ogni cento visite.

Il tasso di conversione è anche il ponte tra il costo del clic e il costo del contatto:

costo per contatto = costo per clic / tasso di conversione

Con un clic da 2 euro e un tasso del 4% ogni contatto costa 50 euro; se il tasso sale al 5% scende a 40 euro, senza toccare le offerte.

Servizio collegato: Analytics e misurazione.

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